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Questo spazio è un luogo aperto in cui discutere e confrontarsi sul mondo della scuola ed in particolare dell'approccio ad alunni in difficoltà.
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Ho già inserito in questo blog un intervento sulla questione della gestione degli alunni in situazione di handicap in Europa. Si rifaceva ad una mia esperienza di circa dieci anni fa durante la quale avevo rilevato come ancora fossero in auge le scuole o classi speciali in Europa. In quello stesso periodo, durante il 54TH WORLD HEALTH ASSEMBLY 2001 di Roma, si rilevò una forte attenzione positiva all’integrazione in Italia, sostenendo l’evoluzione verso l’inclusione di molti paesi Europei.
Queste riflessioni mi hanno spinto a fare una ricerca[1] sulle attuali scelte di molti paesi europei in merito all’integrazione degli alunni in situazione di handicap.
In questa pagina di RICORDI voglio ripensare ad una esperienza molto formativa ed informativa che ho potuto fare in Europa grazie ad un progetto Comenius 1 di partenariato internazionale.
GERMANIA – FINLANDIA - GALLES
Era il settembre del 2002, insegnavo in quella scuola già da un anno e, durante il primo collegio docenti del nuovo anno scolastico, la nostra dirigente ci diede la notizia di essere stati scelti per partecipare ad un progetto di partenariato europeo Comenius 1. Mi complimentai subito con la collega che aveva presentato il progetto, lei mi disse che non avrebbe potuto seguirlo poiché di lì a poco sarebbe diventata mamma e mi propose subito di coordinarlo al posto suo!? Questa proposta mi sembrò incredibile, mi mancava l’esperienza, non avevo delle competenze linguistiche così elevate, ma, vista la sua insistenza, mi resi disponibile nel caso in cui non trovasse nessun’altro. Ancora più incredibile: nessun collega accetto di sostituirla!
Insomma per farla breve di lì a qualche mese partii per concordare con le coordinatrici degli altri paesi coinvolti le attività da proporre ai nostri alunni: ci incontrammo in Germania. Ovviamente quel viaggio ed i successivi furono l’occasione per conoscere i sistemi scolastici di altri paesi europei e per me che ero già insegnante di sostegno, anche l’approccio agli alunni in situazione di handicap.
"Vola!" miagolò Zorba allungando una zampa e toccandola appena. (...) Fortunata volava solitaria nella notte (...)
"Volo! Zorba! So volare!" strideva euforica dal vasto cielo grigio.
L'umano accarezzò il dorso del gatto.
"Bene, gatto. Ci siamo riusciti" disse sospirando.
"Sì, (...) ha capito la cosa più importante" miagolò Zorba.
"Ah sì? E cosa ha capito?" chiese l'umano.
"Che vola solo chi osa farlo" miagolò Zorba.
Luis Sepulveda
STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNÒ A VOLARE
VOLA SOLO CHI OSA FARLO...
... CHI HA IMPARATO A FARLO E HA LA FIDUCIA PER FARLO!
COME LUIGI...
È italiano, ha 22 anni, si chiama Luigi ed il primo studente con Sindrome di Down ad ottenere una borsa di studio Erasmus che gli permetterà di continuare i suoi studi in Magistero Infantile nella facoltà di Murcia durante il prossimo Anno Accademico.
(...)
Luigi a Murcia conoscerà le sei abitazioni messe a disposizione dall'Associazione Sindrome di Down nella regione che gli permetterà di condividerle con altri compagni dell'Università.
"Stiamo contribuendo a diffondere nuova cultura. Credo che la cultura e l'accettazione della diversità nasca dalla conoscenza. Questa è una grande opportunità".
Luigi ha avuto una borsa di studio che gli permetterà di diventare maestro grazie ad una convenzione tra l'Università, l'Associazione Sindrome di Down della regione di Murcia e l'Università di Bologna.